Monthly Archives: maggio 2016

Trovata in Australia l’ascia più antica dell’evoluzione umana

Un piccolo frammento di pietra, non più grande di un’unghia, e trovato in una grotta nel parco nazionale di Windjana Gorge, in Australia, si ritiene sia la più antica testa d’ascia litica del mondo.
Il frammento in basalto, lungo appena 11 millimetri, è stato originariamente trovato in un affioramento roccioso in Australia occidentale noto come Gap Carpenter nel 1990, ma è stato correttamente esaminato ed analizzato di recente, rivelando informazioni che nemmeno gli stessi autori dello studio si sarebbero aspettati.

Il piccolo frammento di testa d’ascia faceva parte di uno strumento molto più grande ovviamente, come spiega il professor Peter Hiscock dell’Università di Sydney, il quale ha anche notato che entrambi i lati del frammento sono stati levigati, un’operazione che in realtà i nativi australiani non facevano.
La datazione al carbonio di un frammento di un carbone trovato accanto al restante frammento dell’ascia da guerra ha permesso di datare lo strato di provenienza tra 49 ed 44 mila anni fa.
Ciò che rende la scoperta di questa ascia di guerra particolarmente importante, secondo la sua scopritrice Sue O’Connor della Australian National University, è che si tratta della prima ascia litica mai rinvenuta fino ad oggi.
In Giappone queste asce sono comparse circa 35.000 anni fa. Ma nella maggior parte dei paesi del mondo sono arrivate con l’agricoltura 10.000 anni fa. ”

Secondo Peter Hiscock la sua scoperta significa che le tecnologie, come quelle che portarono alla lavorazione della pietra, sono stato introdotte in realtà in Australia e non in Europa, come finora si è ritenuto sulla base dei ritrovamenti.
Questo è il luogo in cui questo tipo di tecnologia è stata inventata e ha raggiunto solo l’Europa relativamente di recente.” E ha aggiunto inoltre sull’originaria provenienza dell’ascia: “stiamo considerando delle persone che si muovevano attraverso il Sud-est asiatico, dove probabilmente hanno usato molto bambù, che è tagliente e duro e fantastico per gli strumenti. Ma quando sono arrivate in Australia, non c’era bambù così hanno hanno inventato dei nuovi strumenti che li hanno aiutati ad adattarsi allo sfruttamento di questo nuovo paesaggio“.

Rodrigo Duterte diventa presidente delle FIlippine, preoccupazione per USA e Australia

Rodrigo Duterte, ex sindaco della città di Davao, è stato annunciato come il nuovo presidente in carica delle Filippine, dopo una campagna incendiaria e dalle tinte fortemente populiste che l’ha presentato alla nazione ora come un emancipatore e come un possibile dittatore. Duterte si è descritto come un socialista diffidente dell’alleanza con gli Stati Uniti per la sicurezza delle Filippine, affermando che i ribelli comunisti potrebbero svolgere un ruolo nel suo imminente governo. Tutte dichiarazioni che prospettano un difficile equilibrio negli accordi diplomatici ed economici del sud-est asiatico.

Il nostro popolo ha parlato e il loro verdetto è accettato e rispettato“, ha detto il portavoce del presidente uscente Benigno Aquino III Sonny Coloma in un comunicato. “Il percorso del buon governo … è già affermato dal momento che tutti i candidati presidenziali hanno parlato contro la corruzione.”
Non voglio essere il guastafeste in questo momento di una festa,” ha detto il senatore Antonio Trillanes IV, che ha presentato una denuncia contro Duterte “Io farò un passo indietro, ascolterò le sue dichiarazioni politiche. Questa volta non ci aspettiamo un atto di stand-up comedy, ma un presidente che parlerà alla nazione.

Rodrigo Duterte è una figura politica da tempo al centro di ampie e radicate polemiche in tutte le Filippine.
Durante la sua carica di sindaco della città di Davao, Duterte ha acquisito molta notorietà in occasione della sua persecuzione dei criminali, tanto che è stato accusato di aver effettuato centinaia di esecuzioni extragiudiziali.
Questa condotta gli è valsa il soprannome di “Duterte Harry“, un riferimento ad un personaggio dei film di Clint Eastwood, che aveva poco riguardo per le regole.
Nella sua campagna per la corsa alla presidenza Duterte ha promesso di sradicare la criminalità e la corruzione dal paese entro sei mesi; le sue dichiarazioni contro la disuguaglianza e mali sociali nelle Filippine hanno avuto molta risonanza tra i diversi ceti sociali. Portandolo contro ogni aspettativa alla presidenza dello stato, punto caldo tra le politiche di USA, Australia e Cina.

Save The Children, ‘Illuminiamo il futuro’, nel sud Italia è allarme tra povertà ed educazione

Quando si parla di Save the Children vengono sempre in mente i lontani paese dell’Asia e dell’Africa, dove i bambini soffrono per la mancanza di cibo, di assistenze sanitarie e di educazione. Ma, forse pochi sanno, Save the Children tiene i suoi occhi fissi sull’Italia e soprattutto sul meridione. Qui non ci sono guerre strazianti o genocidi di massa, eppure si registra un milioni di bambini che vivono in povertà e senza alcuna educazione scolastica. Nel Sud secondo i dati riportati: Il 48% dei minori tra 6 e 17 anni non ha letto neanche un libro fuori dalla scuola, nel 2015 il 69% non ha visitato un sito archeologico e il 55% un museo, il 46% non ha svolto alcuna attività sportiva. Non si tratta solo di cultura, ma di tutto il ventaglio di attività che dovrebbero derivare da una sana educazione.

Dove sono lo stato e le istituzioni

Con il via alla nuova iniziativa ‘7 giorni per il futuro‘, Save the Children si sta impegnando a lanciare ben 400 iniziative in tutto il Sud insieme alle associazioni presenti sul territorio, facendo molto di più di quanto lo stesso Governo italiano sembra poter realizzare. A riprova di ciò si aggiunge il nuovo Punto Luce (uno dei centri per l’assistenza) aperto da Save The Children a L’Aquila, città che ancora soffre le pene del terremoto.
Ma a versare nelle condizioni più critiche sono la Campania e la Sicilia, che detengono il primato per “povertà educativa“.
Un Paese che non garantisce diritti, doveri e opportunità uguali per tutti, soffocando sul nascere le aspirazioni e i talenti dei nostri figli, non è solo un Paese ingiusto, ma un Paese senza futuro”. Afferma Valerio Neri, Direttore Generale di Save the Children.

Il Meridione langue per carenza di strutture – poche di quelle esistenti sono adeguate agli standard europei – carenza di offerta formativa, assenza del tempo pieno, la mancanza di mense scolastiche, la connessione internet. La scuola, e dunque il Ministero dell’Istruzione, non riesce purtroppo a fornire supporto adeguato a moltissimi bambini, ragazzi, adolescenti, che non riescono così ad avvalersi della stessa formazione dei loro coetanei nel resto dell’Europa.

Siria: concerto a Palmira, ma ad Aleppo ancora si combatte

Il regime di Assad ha organizzato una festa con concerto presso l’antica città di Palmira, nota come ‘La perla del deserto‘, per celebrare ufficialmente la riconquista dell’importante sito archeologico, uno tra i simboli del paese.
L’evento è stato organizzato anche per festeggiare il centenario della Giornata dei Martiri, quando i nazionalisti siriani sono stati giustiziati a Damasco dagli occupanti ottomani nel 1916.
Siamo qui per celebrare coloro che sono morti per salvare la nostra patria. Salutiamo i martiri della Siria e tra loro gli eroi che sono morti in questo teatro“, ha detto il presentatore della manifestazione, prima che l’orchestra della polizia e dell’esercito si esibissero sul palco dell’antica arena della città archeologica. Gli ‘eroi morti in questo teatro‘ sono le decine di persone giustiziate dell’IS quando teneva il controllo della città, tra cui il direttore del sito archeologico e molti soldati siriani.
L’agenzia culturale delle Nazioni Unite ha detto il mese scorso che l’antica città, patrimonio dell’UNESCO, aveva subito danni significativi per mano di combattenti dello Stato Islamico, ma che fortunatamente il sito archeologico conserva ancora gran parte della sua autenticità.

Come onore all’importante ruolo svolto da Mosca nella riconquista di Palmira, 20 soldati russi hanno marciato sul palco sventolando bandiere russe e siriane. Infatti senza il supporto dei forti bombardamenti russi Assad non sarebbe mai riuscito a riprendere il controllo della città e fermare l’avanzata dell’IS verso occidente.
L’evento oltre che da momento di gioia, funge anche da forte propaganda politica sia per il regime di Assad, che per il governo i Putin in Russia.

E sebbene il trionfo sia importate per la conservazione de ‘La perla del deserto‘, in molte città in Siria, una fra tutte Aleppo, il conflitto continua a mietere vittime e orrore, soprattutto tra i civili. Come ha dichiarato Medici Senza Frontiere, nel bombardamento dell’ospedale di Aleppo è morta l’ultima pediatra che era rimasta in città.

Medici Senza Frontiere si tira fuori dal Vertice Umanitario Mondiale dell’ONU

Medici Senza Frontiere ha criticato fortemente il Vertice Umanitario Mondiale organizzato dall’ONU e previsto per il 23-24 a Instabul dicendo che gli stati non si impegnano a far fronte a tutte le “gravi lacune” in risposta alla recente epidemia di Ebola e alle “gravi restrizioni imposte da alcuni Stati sull’accesso umanitario, negando alle persone servizi di base“. Ma c’è ovviamente motlo di più.

Nel lungo comunicato si legge l’attacco al vertice, dettato più dallo stato di insoddisfazione e di impotenza di cui ormai l’organizzazione umanitaria si sente vittima che ha spinto Medici Senza Frontiere a non partecipare al vertice. “MSF è stata notevolmente impegnata nel processo di WHS [World Humanitarian Summit] negli ultimi 18 mesi… Tuttavia, con rammarico, siamo giunti alla decisione di tirarci fuori dal vertice“. Perché come spiega più avanti: “Non abbiamo più alcuna speranza che il vertice mondiale umanitario affronterà i punti deboli dell’azione umanitaria e gli interventi di emergenza, in particolare nelle aree di conflitto o in situazioni epidemiche“, come dichiarato comunicato ufficiale. “Il vertice trascura di rafforzare gli obblighi degli Stati per sostenere e attuare le leggi umanitarie e dei rifugiati, cui hanno aderito“.

Non riusciamo più vedere come il Vertice mondiale Umanitario aiuterà il settore umanitario per rispondere alle esigenze di massa causate da continue violenze nei confronti dei pazienti e del personale medico in Siria, Yemen e Sudan del Sud [e] nei confronti dei civili in fuga che vengono bloccati alle frontiere in Giordania, Turchia e Macedonia“.

Proprio la scorsa settimana, il bombardamento dell’ospedale Al-Quds supportato da Medici Senza Frontiere nella città siriana di Aleppo ha lasciato almeno 55 morti.
Gli attacchi aerei prima hanno colpito edifici confinanti con l’ospedale, poi l’ospedale stesso quando i feriti sono stati trasferiti lì. Al-Quds è il principale ospedale pediatrico di riferimento ad Aleppo, e tra gli uccisi vi sono sei membri dello staff, tra cui una delle ultime pediatre dela città.”

Anche gli Stati Uniti hanno la loro parte di colpe, dopo che i loro aerei hanno bombardato, lo scorso settembre, un ospedale di Medici Senza Frontiere a Kunduz, in Afghanistan, uccidendo 42 persone. In quell’occasione i generali USA si scusarono dicendo che si trattò di un errore.

Una fuga di petrolio e un enorme incendio distruggono una città canadese

Una macchia di petrolio ha costretto tutti gli abitanti di Fort McMurray, 88.000 persone circa, ad abbandonare la città petrolifera canadese nello stato dell’Alberta. L’incendio propagatosi dalla fuoriuscita del petrolio ha già bruciato 1.600 strutture e alimentato dal vento si allarga sempre più e minaccia di espandersi anche all’aeroporto cittadino
L’incendio ha già preso il sopravvento in diversi quartieri della città, e le fiamme hanno distrutto migliaia di case nel cuore della regione di sabbie bituminose del Canada.
In conseguenza del tragico situazione, ormai fuori controllo, l’Alberta ha dichiarato lo stato emergenza, per quello che si preannuncia essere il più costoso disastro naturale della storia del Canada.
Il primo ministro Justin Trudeau ha detto che il’esercito è pronto ad intervenire schierando gli aerei dell’aeronautica, se necessario.

I funzionari di Fort McMurray hanno emesso un’ordine di evacuazione obbligatorio tutti i centri prossimi alla città: l’Anzac, Gregoire Lake Estates e la comunità di First Nation, che si trova a circa 50 chilometri a sud di Fort McMurray.
Anche il centro operativo di emergenza è stato evacuato per la seconda volta in meno di un giorno dal momento che le fiamme si spingono sempre più inarrestate verso sud. I funzionari del centro ha fatto sapere tramite un tweet che i nuovo centro operativo è stato piazzato nella città di Lac La Biche, circa 250 chilometri a sud di Anzac.
Le autorità hanno detto che non ci sono state vittime a causa della fiammata in sé, ma decessi sono stati segnalati a causa di qualche incidente in tra gli sfollati, forse dettati proprio dalla situazione di panico.

Le decine di Migliaia di sfollati si sono accampati nelle arene, negli stadi, nelle piste di hockey e nei grandi campi di lavoro di petrolio. Alcuni tratti delle principali strada pubblica sono stata trasformata in campeggi improvvisati. Il problema maggiore adesso e dare cibo e ricetto a tutti.

C’è la possibilità che possiamo perdere gran parte della città“, ha detto Scott lungo, un funzionario dell’agenzia di gestione delle emergenze dello Stato di Alberta.
Ci sono certamente aree all’interno della città che non sono state bruciate, ma questo fuoco le cercherà e se le troverà e vorrà prendersi anche loro“, ha detto Darby Allen, capo dei vigili del fuoco Fort McMurray.

Arriva la Cometa di Halley, tutti con il naso in su

La prima settimana di maggio vede l’annuale pioggia di meteore Eta Aquaridi, così chiamate perché localizzate nella regione del nostro cielo dove si trova la costellazione dell’Acquario.
Grazie ad un cielo senza luna, e nuvole permettendo, gli astronomi e con loro tutti gli appassionati  si aspettano di vedere fino a circa 20 meteore all’ora – nell’emisfero australe il fenomeno è più chiaro e lì la pioggia di meteore raggiungerà un tasso di circa 30/40 meteore per ora. Questi frammenti di polvere e roccia entreranno in contatto con l’atmosfera del nostro pianeta e bruceranno, creando così le note striature che conosciamo con il nome di meteore.
La loro notorietà però non è dovuta tanto alla loro concentrazione, che in questo periodo dell’anno raggiunge il suo picco, ma alla loro origine. Ogni singola stella cadente che si vedrà nelle prossime notti è in realtà un frammento di roccia della famosa cometa di Halley. L’ultima volta che abbiamo visto la cometa di Halley transitare ai limite del sistema solare è stato ormai nel 1986, e la cometa si ripresenterà soltanto nel 2062. Eppure ogni anno possiamo vedere tutti i  detriti lasciati da questo viaggiatore cosmico che bruciano in alto sopra le nostre teste .

Ovviamente i migliori punti di osservazione, per questa bellissima pioggia di luci, è lontano dalle città e da ogni forte concentrazione di luce artificiale. Ma anche se vi trovate circondati da una fitta oscurità, dovrete comunque tenere gli occhi ben aperti, perché le meteore possono viaggiare ad una velocità superiore a 220 mila chilometri all’ora. La suggestiva pioggia di meteoriti Eta Aquaridi continuerà fino al 20 maggio. Non sarà però l’unica manifestazione di quest’anno, perché la Terra passerà nuovamente attraverso la coda della cometa di Halley tra sei mesi, durante il mese di ottobre, quando avrà luogo la pioggia di meteore Orionidi – dalla costellazione di Orione, presso cui si manifesteranno nel nostro cielo.

John Kerry: il conflitto siriano è “fuori controllo”, con riferimento ai massacri di Aleppo

Il segretario di Stato USA John Kerry ha fatto una tragica ammissione, dicendo che ormai il conflitto siriano è “per molti versi fuori controllo“.
Dopo il colloquio con le Nazioni Unite e diplomatici arabi a Ginevra, erano stati fatti dei progressi nel tentativo di ridurre gli scontri nella città di Aleppo.
La cessazione delle ostilità ha ridotto la portata dei combattimenti nella guerra civile siriana, che dura ormai dai cinque anni, eppure nonostante la tregua, negli ultimi nove giorni, circa 250 persone sono state uccise nella seconda città del paese.

Per John Kerry l’obiettivo era quello di rafforzare la tregua e far modo che duri il più a lungo possibile. E Ha anche promesso più controlli – “24 ore al giorno, sette giorni alla settimana” – affinché il ‘cessate il fuoco‘ venga mantenuto da tutte le parti coinvolte nel conflitto.
Stiamo cercando di premere su questo il più velocemente possibile, ma io non voglio fare promesse che non possono essere mantenute“, ha detto il Segretario di Stato USA. “Ci stiamo avvicinando ad un punto di comprensione. Ma abbiamo del lavoro da fare.”
John Kerry ha accusato il governo siriano per un recente attacco aereo su un ospedale di Aleppo, definendo l’azione “inconcepibile“, ma ha anche aggiunto che entrambe le parti, l’opposizione e il regime, hanno contribuito alla creazione di “questo caos“, che oltre ai morti ha causato milioni di profughi.

Il governo siriano e la Russia hanno detto gli attacchi aerei compiuti contro la città di Aleppo stanno prendendo di mira solo al-Nusra, sezione di combattenti affiliati ad al-Qaeda in Siria, così come è escluso dalla cessazione delle ostilità il gruppo dello Stato islamico.
Tuttavia, l’opposizione e gli Stati Uniti hanno respinto la richiesta, e accusato il governo di prendere di mira i civili ed i ribelli di Aleppo
Il ministero degli Esteri russo Sergei Lavrov, che in questi giorni sta lavorando a stretto contatto con John Kerry, ha appoggiato la linea diplomatica, ribadendo che le parti devono osservare questa cessazione delle ostilità.

Herpes ecco alcune cose da sapere

L’herpes orale è un’infezione delle labbra, della bocca o delle gengive causata dal virus chiamato appunto herpes simplex, che provoca di solito delle piccole e dolorose vesciche.
Dopo la prima infezione, il virus si addormenta, pur restando presente all’interno dei tessuti nervosi del viso. A volte, può accadere che l’herpes orale si riattivi, causando l’herpes labiale.
Si può prendere questo virus se: si ha un contatto intimo con qualcuno che è stato infettato, oppure toccando una ferita aperta con qualcosa che è stato a contatto con l’herpes, come i rasoi infetti, asciugamani, stoviglie come piatti, bicchieri e posate se non vengono accuratamente lavati prima dell’utilizzo.

Sintomi dell’herpes simplex

I sintomi dell’herpes non si presentano in maniera uguale da persona a persona, alcuni non hanno addirittura sintomi, i quali si verificano più spesso nei bambini in una fascia di età compresa tra uno e i cinque anni.
Questi sintomi che possono essere lieve o grave si presentano più spesso da una a tre settimane dopo che si è entrati in contatto con il virus e possono prolungarsi per qualche settimana. Tra questi vi sono: prurito o bruciore o formicolio alle labbra o alla zona della bocca. insieme alle vesciche, si possono avere: mal di gola, febbre, gonfiore delle ghiandole e problemi di deglutizione. Vesciche o eruzioni cutanee possono anche formarsi sulle gengive e alla gola. A volte a scatenare il virus può essere un calo del sistema immunitario causato da una febbre o dallo stress, altree volte però basta anche una semplice esposizione prolungata al sole

Cura dell’herpes simplex

I sintomi possono andare via da soli senza trattamento in una o due settimane. Ma se si intende ridurre il dolore e fare in modo che il virus vada via prima, si possono usare dei medicinali sotto prescrizione medica, azione sempre consigliabile.
Questi farmaci funzionano meglio se si prende quando si hanno segni premonitori di un mal di bocca, prima di qualsiasi vesciche si sviluppano. Se si ottiene spesso piaghe della bocca, potrebbe essere necessario prendere questi farmaci per tutto il tempo.
Per alleviare il dolore in ogni caso si possono utilizzare dei piccoli espedienti come applicare del ghiaccio o un panno caldo alle piaghe; evitare bevande calde, cibi piccanti e salati, e agrumi; lavare le bolle delicatamente con acqua ed un sapone antisettico, il quale ha anche lo scopo di prevenire la diffusione del virus ad altre zone del corpo; fare anche dei frequenti gargarismi con acqua fredda o mangiare cibi come gelati o granite.