Monthly Archives: aprile 2016

Sigarette al mentolo, anche l’Ottawa, in Canada, ne vieta la vendita

Il governo federale dello stato di Ottawa, in Canada, ha deciso di vietare la vendita di sigarette al mentolo a causa del forte richiamo che hanno sui giovani. Già in cinque province del Canada – Alberta, Ontario, Quebec, New Brunswick e Nuova Scozia – è vietata la vendita di sigarette al mentolo, l’Ottawa non fa che seguire il trend del resto della nazione.
Le sigarette al mentolo non sono affatto un prodotto nuovo, sono forse tornate adesso molto in voga, ma sono state inventate negli anni 1960.

Decine di migliaia di canadesi ogni anno muoiono a causa di malattie legate al fumo e gli studi hanno dimostrato che prima si inizia a fumare, maggiore è il rischio di morte prematura,” ha dichiarato ministro della Sanità. “Vietando l’aroma al mentolo, che è dimostrato essere popolare tra le persone al di sotto dei 25 anni, siamo in grado di contribuire a distogliere i giovani dall’avere esperienze con il tabacco, in primo luogo.
Un sondaggio sul fumo realizzato nel 2012 ha trovato che il 37 per cento dei giovani fumatori aveva fumato una sigaretta al mentolo negli ultimi 30 giorni. Mentre nel 2014, i prodotti a base di tabacco mentolo costituivano quasi il cinque per cento del mercato totale del tabacco; le sigarette al mentolo costituivano addirittura il 98 per cento delle vendite totali.

Rob Cunningham del Canadian Cancer Society sostiene che il mentolo non serve ad altro che a mascherare il gusto spesso forte del tabacco ai nuovi fumatori.
Rende più facile per i ragazzi sperimentarlo e diventare dipendenti e funziona un po’ come un’anestetico locale.
Non c’è assolutamente alcun motivo per cui un prodotto cancerogeno da dipendenza come le sigarette avrebbe dovuto essere aromatizzato per rendere un sapore migliore. E di conseguenza vietare il mentolo è assolutamente la cosa giusta da fare“.
Health Canada dice che l’uso del tabacco è la principale causa di morte evitabile nel paese, responsabile ogni anno di oltre 37.000 morti, con un costo per il sistema sanitario che supera 4,4 miliardi di dollari canadesi

Una fotocamera digitale senza display LCD, la Leica può

Una fotocamera digitale senza display LCD, questa è la nuova fotocamera Leica, la M-D (Typ 262), che a dire il vero spiazza un po’ tutti, andando contro il trend attuale.
La mancanza dello schermo in realtà è spiegata in maniera molto semplice in casa Leica, in quanto una macchina fotografica senza uno schermo da vita ad una “fotografia nella sua forma più pura“, inoltre la presenza del display tende a distrarre il fotografo mentre sta cercando la migliore angolazione per i suoi scatti.

In altre parole, l’M-D permette di scattare foto stile vecchia scuola, con tempi di ripresa più simili a quelli che si registrano con le fotocamere a pellicola. Il fotografo è costretto a considerare l’immagine esclusivamente guardando attraverso il mirino, regolare le impostazioni con il selettore della velocità dell’otturatore sulla parte superiore e la ruota ISO posta sul retro. E invece di perdere tempo a rivedere le foto dopo ogni scatto, può andare solo avanti continuando a scattare, sperando di riuscire a realizzare quello giusto. Si tratta di una sorta di sforzo per preservare l’arte della fotografia, un mondo molto più complicato di quanto non facciano credere le moderne macchine fotografiche. Purtroppo questo vecchio (nuovo) metodo non è destinato a diffondersi tanto, poiché il prezzo della Leica M-D si attesta su cifre da sogno: al momento il suo costo in dollari è fissato a ben 5.995.

Per quanto riguarda le specifiche, la macchina fotografica ha una capacità di 24 megapixel e utilizza il processore MAESTRO sviluppato dalla Leica. Non è possibile avere immagini in JPEG, i file supportati hanno solo il formato DNG e RAW.

Sembra quasi che la Leica con questa M-D abbia voluto regalare un altro pezzo da collezioni agli appassionati di fotografia del mondo. Perché il rapporto qualità/prezzo non ne fanno certo uno dei prodotti più concorrenziali sul mercato attuale, nemmeno forse se si guarda alle altre fotocamere prodotte dalla stessa Leica.

Semafori a terra per chi cammina con gli occhi sullo smartphone

L’abitudine, o per meglio dire il vizio, di tenere la faccia sempre puntata sullo smartphone può essere un grande pericolo, soprattutto quando ci si trova per strada. E’ un dato noto che la maggior parte degli incidenti sono provocati da disattenzioni relative proprio ai telefonini, e al fatto che la gente non bada affatto dove mette i piedi, quando è applicata sui dispositivi.

Così ad Augsburg, in Germania, si è deciso di creare delle luci, devi veri e propri semafori nella pavimentazione stradale, per aiutare coloro che non riescono a staccare gli occhi dallo schermo del proprio smartphone mentre camminano.
Sì, per mantenere al sicuro i pedoni mentre stanno fissando le notifiche dei social e scrivono messaggi, dei LED rossi sono ora integrati sul marciapiede, accanto a due fermate del tram dell’università, e guarda un po’ si sono rivelati un vero successo. In questa cittadina si sono verificati parecchi incidenti a causa delle disattenzioni dei pedoni e il fenomeno è talmente diffuso in Germania, che i tedeschi hanno addirittura inventato una parola per le persone che passano tutto il loro tempo a fissare il proprio smartphone: smombies (“zombie da smartphone”). Il fenomeno è tristemente noto anche in Italia, anche nel nostro paese diverse persone, soprattutto giovani, sono rimaste uccise mentre attraversavano la strada, semplicemente perché non si rendevano conto dei veicoli che sopraggiungevano in entrambe le direzioni.

I semafori funzionano in questo semplice modo: sono sempre accese, ma lampeggiano quando il passaggio del tram è chiuso ai pedoni, sono poste proprio sul ciglio del marciapiede e per chi tiene la testa bassa, anche se profondamente immerso nei suoi affari sui social, non può non vederle.
Ma se le autorità comunali si danno da fare per salvare la vita anche ai più sbadati, inventandosi nuovi posti per i semafori, vale sempre lo stesso insegnamento che i genitori fanno ai figli fin da quando iniziano a camminare: guarda sempre dove metti i piedi e controlla bene la strada prima di attraversare.

Se non ci credete date un’occhiata al video

Effetto greening: grazia alla CO2 la Terra è più verde, ma è un bene o un male?

L’alto livello delle emissioni di anidride carbonica sta avendo degli effetti sul clima che gli stessi esperti definiscono indefinibili. Un ultimo studio ha mostrato un effetto davvero stupefacente dell’anidride carbonica, ovvero uno sviluppo sensazionale nella crescita degli alberi e di tutte le altre piante. In pratica la terra risulta sempre più verde, perché l’anidride carbonica favorisce uno sviluppo senza precedenti alle piante.

“[Il greening] ha la capacità di cambiare radicalmente la ciclicità dell’acqua e del carbonio nel sistema climatico“, ha detto il dottor Zaichun Zhu, dall’Università di Pechino, autore principale del nuovo studio, pubblicato sulla nota rivista Nature Climate Change, realizzato da 32 autori da diverse istituzioni in 24 paesi.
I nuovi risultati pubblicati provengono da un’analisi dei dati degli ultimi 33 anni, raccolti da tre diverse missioni satellitari, che hanno misurato dallo spazio la luce verde riflessa dalla fotosintesi delle foglie sulla Terra.
I dati del telerilevamento sono stati eseguiti attraverso 10 modelli di cambiamento ambientale globale per identificare la causa del greening, ovvero dell’inverdimento del pianeta.
“Questa è una fotografia dell’influenza globale degli umani sul funzionamento di tutta la biosfera globale“, ha detto il co-autore dello studio, il dottor Pep Canadell del Global Carbon Project.
Analizzando il cambiamento della copertura del suolo – lo sviluppo di piante sulla superficie terrestre – si nota che la co2 ha maggiormente contribuito a rendere più ecologiche alcune regioni nel sud-est della Cina e degli Stati Uniti orientali, ma sopratutto lungo la fascia equatoriale, la zona più lussureggiante del pianeta.

Ma da qui sorge una domanda spontanea: è un bene o un male per le piante questo verde lussureggiante e soprattutto per l’aria che respiriamo?

Gli scettici del clima sostengono che i risultati mostrano che la CO2 supplementare è effettivamente un beneficio per l’intero pianeta. Ma i ricercatori dicono che l’effetto di fertilizzazione diminuisce nel tempo.
Essi avvertono che gli aspetti positivi di questo greening rischiano di essere superati da quelli negativi.
Il professor Ranga Myneni, della Boston University, ha detto che lo sviluppo in più di un albero non va a compensare il riscaldamento globale, l’innalzamento del livello del mare, lo scioglimento dei ghiacciai, l’acidificazione degli oceani, la perdita di ghiaccio marino, e la previsione delle tempeste tropicali più gravi in arrivo. Tutto resta in pratica come era, l’obiettivo in ogni caso resta sempre uno: diminuire le emissioni e rendere la Terra un posto più vivibile.

Perché i gatti si comportano in modo strano?

Un recente video pubblicato sul canale Youtube TED-Ed, cerca i spiegarci per quale ragione i gatti si comportano in modo strano la maggior parte del tempo. A ben guardare non c’è nulla di realmente singolare, il tutto si riduce esclusivamente alla loro storia evolutiva. I gatti si sono evoluti sottostando a due condizioni fondamentali: sono simultaneamente predatori solitari e prede dei carnivori più grandi.
Secondo veterinario ed esperto di gatti Tony Buffington dalla Ohio State University, che ha creato questo video per TED-Ed, queste due attitudini si riflettono nei gatti che teniamo nelle nostre case e rispondono a tutte e due le strategie di sopravvivenza.

Durante tutta la giornata i gatti selvatici uccidevano e mangiavano animali come lucertole e topi, il che spiega il motivo per cui i gatti di oggi preferiscono avere piccoli pasti regolari piuttosto che uno grande, il quale serve solo a farli rigurgitare.
Le loro capacità predatorie spiegano anche il motivo per cui i gatti amano grattare qualsiasi cosa: dalle sedie, ai divani, al cartone: lo fanno esclusivamente per mantenere i loro artigli affilati e i loro muscoli della schiena e gambe tesi. Attaccano spesso le nostre gambe e i piedi delle persone che si muovono per casa: stanno cacciando. Sono agili e scattanti, anche quando sembrano rilassati e stanno sonnecchiando: tendono sempre a proteggersi. Amano salire sui posti più alti, come armadi e tavoli, perché quelli sono i migliori punti di osservazione per la caccia, ma anche per controllare che non vi siano predatori in giro. Si nascondo invece in luoghi piccoli e appartanti, pur rimanendo vigili, per rispondere al loro istinto di prede. Inoltre amano avere la loro lettiera pulita e fresca, perché ogni odore forte, come quello dell’urina può attirare altri predatori.

Sono estremamente curiosi, cercano in tutti i posti piccoli, soprattutto i buchi, perché sembrano loro delle tane dove possono nascondersi delle prede, ma al tempo stesso ci restano dentro. Provate a lasciare aperto il vostro armadio, o un cassetto: appena mezz’ora dopo ci troverete dentro il vostro gatto, che dopo averlo perlustrato ci si addormenterà.

Venezuela, manca l’energia, ora anche saccheggi e guerriglia urbana

Non solo il razionamento dell’energia elettrica, ora anche saccheggi e disordini pubblici si stanno verificando in diverse città del Venezuela. I problemi sembrano diffondersi ad altri settori come la scarsità di cibo e di medicine, il paese sembra sull’orlo di un baratro, tanto che l’opposizione al governo del Venezuela ha presentato una mozione di sfiducia per rimuovere Nicolas Maduro dalla carica di presidente del stato sudamericano.
Le dichiarazioni del presidente non aiutano affatto: livello dell’acqua nella diga più grande della nazione è sceso quasi al livello minimo per garantirne il funzionamento a causa di una grave siccità. Se scende ulteriormente, tutta la nazione potrebbe ritrovarsi immersa nel buio.

I cittadini sono costretti ormai da tempo a fare lunghe file per fare acquistare i beni di prima necessità, ma la crisi energetica, che ha spinto il governo ha dichiarare due giorni a settimana senza energia elettrica, ha tolto quel briciolo di pazienza alla popolazione. Per risparmiare energia gli uffici pubblici sono aperti solo due giorni a settimana, e molte aree limitrofe alla capitale del paese, Caracas, rimarranno senza energia per quattro ore al giorno fino a maggio. La mancanza di energia elettrica ha avuto forti influenze anche sull’istruzione pubblica.

La situazione di emergenza ha richiesto la presenza della polizia antisommossa in diverse città, tra cui Maracaibo e San Francisco, nello stato occidentale di Zulia, dove circa 70 negozi sono stati saccheggiati durante le ore notturne. Secondo un rapporto del governatore Francisco Arias Cardenas più di 100 persone sono state arrestate, in seguito ai disordini.
Le azioni della notte scorsa erano destabilizzanti e sono state motivate ​​dalle condizioni difficili, tra cui l’elettricità [razionamento], ma non aiutano a trovare soluzioni“, ha detto Arias Cardenas in una dichiarazione pubblica.
Si teme che la situazione possa ulteriormente degenerare, se i governo non ripristinerà a pieno regime i servizi di base.

Perché la Apple ha bisogno di Dropbox

L’Apple è l’unico tra i giganti del settore tecnologico e informatico a non possedere una propria società di internet, ciò la pone un gradino più in basso rispetto ai suoi principali concorrenti commerciali: Microsoft e Google.
Il modo migliore per risolvere questo problema e lanciare la Apple nel nuovo mercato è l’acquisto di Dropbox, il sistema di condivisione e salvataggio dei file su internet condiviso tra amici.
La Apple, conscia dei guadagni che gli avrebbe portato un simile affare, aveva già fatto un’offerta nel 2009, ma
Dropbox 7 anni fa aveva rifiutato l’offerta a nove cifre. Ora però sembra che i tempi siano diventati maturi per fare il grande passo.  Dropbox molto probabilmente potrebbe essere il più grande acquisto portato a termine dalla Apple, più grande anche rispetto all’affare Beats (costato poco più di 3 miliardi di dollari). Eppure, nonostante l’esborso di una cifra stratosferica, la Apple guadagnerà tanto dall’acquisto di Dropbox.

Perché la società di Cupertino non ha mai avuto una squadra di tecnici (amministratori finanziari e ingegneri) che si dedichino interamente ai servizi on-line. E’ vero dispone di iCloud, iMessage, e Apple Music, ma questi servizi non hanno una propria contabilità, nel senso che i maggiori incassi sono forniti dalla vendita di prodotti come l’iPhone, di conseguenza non importa se i servizi Apple non funzionano come dovrebbero.
Ora sembra che il pensiero di Tim Cook e soci stia cambiando: la contabilità dei servizi di Apple deve essere separata dai dispositivi che sono fondamentali per l’azienda, e i gestori di tali servizi dovranno essere ritenuti responsabili degli incassi come delle perdite.

Ma perché la Apple si dedichi pienamente al mercato on-line, ha bisogno di qualcuno che sappia già come si fa.
Drew Houston, amministratore delegato di Dropbox, potrebbe essere la figura professionale di cui Tim Cook ha bisogno per espandere l’azienda in quel settore.
L’acquisto di Dropbox sarebbe un modo molto semplice per aggiungere una seconda linea di fondo per l’azienda. I suoi fatturati sono considerevoli, ha clienti che non utilizzano i prodotti Apple. Se Apple dovesse acquistare Dropbox, potrebbe lentamente cominciare a passare la propria gestione dei servizi ad una propria filiale quasi-indipendente, interamente e cominciare ad essere realmente competitiva anche sul mercato di internet.

Duro colpo allo Stato Islamico, distrutti fondi per circa 800 milioni

Secondo quanto dichiarato da un funzionario militare degli Stati Uniti, sembra che lo Stato Islamico si trovi in gravi difficoltà finanziariamente, dal momento che i continui attacchi aerei della coalizione hanno distrutto circa 800 milioni delle riserve di liquidità. Fondi utili a finanziare la guerra in Siria, Iraq, oltre che a finanziarie le varie cellule terroristiche sparse per il mondo.

La maggior parte dei fondi dell’ISIS proviene dal controllo di ampie fasce di territorio comprese tra Siria e l’ Iraq, in cui sono installati giacimenti petroliferi di grande valore. Lo Stato Islamico ottiene annualmente una cifra stimata intorno 500 milioni di dollari dalla sola vendita del petrolio. Il aggiunta ulteriori entrate sono garantite da una pesante tassazione, imposta sui circa 8 milioni di cittadini, che vivono sotto il suo controllo.

E’ stato Peter Gersten, il vice comandante degli Stati Uniti per le operazioni e l’intelligence contro l’ISIS, ad aver affermato che i ripetuti attacchi aerei condotti negli ultimi tempi avevano proprio questo scopo: indebolire il fronte finanziario dello Stato Islamico. Tale strategia ha lo scopo di costringere l’ISIS a non ingaggiare nuove reclute e magari spingere quelle già arruolate alla diserzione.
Secondo Gersten, l’esaurimento dei fondi di ISIS ha fatto calare il numero delle reclute, solo circa 200 nuovi combattenti si uniscono al gruppo ogni mese, un calo considerevole, se si pensa che nel 2015 i nuovi arruolati ammontavano al mese tra le 1.500 e le 2.000 unità. Il funzionario statunitense ha anche detto che le fonti di intelligence hanno costatato che l’ISIS ha iniziato a vendere i suoi veicoli per fare soldi.

Già gennaio si è appreso che l’ISIS aveva imposto un taglio di stipendio del 50 per cento a tutti i suoi combattenti “a causa delle circostanze eccezionali” che il gruppo stava affrontando. I combattenti ISIS ricevevano stipendi stimati tra 400 e i 1.200 dollari al mese prima del taglio, adesso quelle somme sono dimezzate e potrebbero scendere ulteriormente nei prossimi mesi.
Nessuna guerra, anche se alla base vi è una forte ideologia, può essere condotta senza un supporto adeguato di uomini e di mezzi finanziari.

Game of Thrones puntata 1, stagione 6, il segreto di Melisandre

La Donna in Rosso‘ prima puntata che ha aperto la stagione 6 di Game of Thrones si è conclusa con un finale piuttosto insolito e inquietante, che ha lasciato molti tutti noi con una sola domanda in testa: cosa mai avrà voluto dire?
Gli ultimi minuti della puntata sono tutti dedicati alla misterioso Melisandre (Carice van Houten), ‘La donna in Rosso’, per l’appunto, che da sola, nella stanza che prima era del capitano dei Guardiani della Notte, Jon Snow, si prepara per andare a letto. Già la scena è di per sé insolita: perché riprendere una maga mentre compie un gesto tanto comune? Ma come se non bastasse in quella piccola stanza del Castello Nero, illuminata appena dal camino, Melisandre, dopo essersi spogliata di tutto quello che indossa, compresa anche una collana contenente un grande gioiello rosso (per un attimo emette una flebile luce), si trasforma in una vecchia debole e malconcia i cui anni sono imprecisati.
Tutti siamo rimasti perplessi da questa scena e dal suo significato e nulla ci può più aiutare, dal momento che la sesta stagione di Game of Thrones – per ovvie ragioni di marketing – si è spinta oltre i romanzi attualmente pubblicati di George R.R. Martin. Ci troviamo quindi n un territorio del tutto inesplorato. Dove solo le congetture possono aiutarci.

Il segreto di Melisandre

Melisandre sembra essere una donna molto vecchia in realtà, che si mantiene giovane e affascinante grazie ai suoi poteri magici, o allo stesso gioiello. Ma per quale motivo mostrare la trasformazione di una dei seguaci dei Guardiani della Luce? Qual è lo scopo di questa debolezza nascosta – se si tratta di una debolezza. Melisandre sembra profondamente addolorata per la morte di Jon Snow, ‘l’ho visto avvolto nelle fiamme, combattere a Grande Inverno‘, dice la Donna in Rosso, guardando il corpo senza vita di Jon Snow.
Sembra ora che tutte le sue azioni fallite, l’appoggio offerto a Stannis Baratheon e quello a Jon Snow, l’abbiano portata a mettere in discussione il suo potere e la capacità di profetizzare il futuro. Lei si trova al punto più basso della sua esistenza, si guarda allo specchio e vede il suo vero io: una donna fragile e vulnerabile.
Che sia tutto una metafora o c’è dell’altro? L’obiettivo degli sceneggiatori è davvero quello di concentrarsi sui fallimenti di Melisandre, un personaggio marginale della storia?
Melisandre sta davvero perdendo i suoi poteri o forse li sta raccogliendo per prepararsi ad una sfida ancora più ardua?

Il particolare della macchia di sangue lasciata dal corpo di Jon Snow

Una piccola nota. Quando sir Davos fa sollevare il corpo di Jon Snow da terra ecco che la sua attenzione viene catturata dalla macchia di sangue lasciata sulla nave. La telecamera indugia per qualche istante sul quel particolare, come se volesse dirci dell’altro, quel rosso che richiama alla mente la stessa sacerdotessa. Quella breve inquadratura sembra volerci dire molto di più di quanto non faccia all’apparenza.

L’inganno sta alla base di tutto, Melisandre si mostra in realtà quello che non è… E’ possibile forse che tutto ciò che abbiamo visto finora (nella serie) non è affatto la verità. Melisandre, vecchia di parecchi secoli è in grado di ingannare anche la morte, chissà quale sarà la sua prossima mossa.

Twin Peaks, rivelato il cast: da Monica Bellucci a David Duchovny

Twin Peaks, la serie televisiva che impazzò all’inizio degli anni ’90 e che consacrò David Lynch, come genio del cinema, fa finalmente ritorno in tv con una terza stagione. La Showtime adesso ha rivelato i 217 membri del cast che vederemmo nella prossima stagione.
Tra gli attori originali che sicuramente ritorneranno ci sono primo tra tutti Kyle MacLachlan (Dale Cooper), l’agente dell’FBI, protagonista indiscusso di Twin Peaks (impossibile non rivederlo). Tra i vecchi membri del cast originale non ci saranno a sorpresa Lara Flynn Boyle (Lana nella serie) e Piper Laurie (Catherine Martell). Tra gli altri sembra invece che ritorneranno, tutti visibilmente invecchiati: Sheryl Lee (Laura Palmer) Mädchen Amick (Shelly Johnson); Dana Ashbrook (Bobby Briggs); Sheryl Fenn (Audrey Horne); Richard Beymer (Benjamin Horne); Caherine E. Coulson (la Signora Ceppo); Peggy Lipton (Norma BlackBurn) solo per citarne alcuni.

David Duchovny ritorna in anche lui in Twin Peaks (l’attore di X-files e Californication ebbe un ruolo davvero marginale anche se molto caratteristico nella seconda stagione, andata in onda nel 1992); la nostra Monica Bellucci (di cui niente si sa per il momento). Ancora tra i nomi degni di nota si leggono Jim Belushi, Alicia Witt, David Patrick Kelly e Harry Dean Stanton.
tra i nuovi membri del cast ci sono ancora: Jeremy Davies, Laura Dern, Hailey Gates, Balthazar Getty, Ernie Hudson, Ashley Judd, David Koechner, Matthew Lillard, Trent Reznor, Tim Roth, Amanda Seyfried, Tom Sizemore, Jessica Szohr, Eddie Vedder e Naomi Watts.
Ancora una volta lo sceneggiatore sarà David Lynch e Mark Frost il produttore esecutivo della nuova serie, nulla sembra cambiato, a parte il fatto che Lynch sarà il regista di tutti gli episodi – non sappiamo ancora quanti. La nuova serie, che di recente ha ultimato le riprese, sarà presentata in anteprima nel 2017.

Una curiosità vogliamo aggiungere: nel finale della seconda stagione, puntata con la quale si concluse ufficialmente Twin Peaks, Laura Palmer dice a Dale Cooper, “ci rivedremo tra 25 anni“.
Beh, considerando che correva l’anno 1991 e oggi siamo nel 2016, sono passati esattamente 25 anni. Coincidenza insignificante o un altro giochetto della mente immaginifica di David Lynch?
Lo scopriremo guardando la prossima stagione.