Monthly Archives: aprile 2016

Perché non dormiamo bene quando siamo in un posto non familiare

Perché tendiamo a riposare male quando dormiamo la prima notte in un luogo sconosciuto?
Ebbene, un nuovo studio ha rivelato che tale effetto è dovuto al nostro cervello, il quale mantiene un emisfero attivo al fine di vegliare il nostro sonno, e accade siki quando stiamo dormendo per la prima volta in un posto nuovo.

Questo fenomeno è chiamato l’effetto prima-notte, ed è una sorta di meccanismo di difesa inconscio. “Anche quando si guarda alle persone giovani e in buona salute, senza problemi cronici del sonno, il 99 per cento delle volte mostrano che questo effetto prima-notte – uno strano stato di dormiveglia, mezzo addormentato,” afferma Yuka Sasaki ricercatore presso la Brown University.
Altri animali possono attraversare con facilità questi confini tra il sonno e la veglia. Balene, delfini e molti uccelli possono dormire con una sola metà del loro cervello alla volta, mentre l’altra metà resta sveglia e lo stesso fa il suo occhio corrispondente, rimanendo aperto. In questo modo un delfino può rimanere sveglio e vigile per almeno cinque giorni di fila, e forse molti di più, pur continuando a riposare.
Sappiamo che gli animali marini e alcuni uccelli mostrano sonno uni-emisferico, una sveglio e l’altro dorme“, spiega il dottor Yuka SAsaki della Brown University.
Anche se il nostro cervello non mostra lo stesso grado di asimmetria del cervello di certe specie animali, le nuove scoperte suggeriscono che “il nostro cervello può avere un sistema in miniatura di quello delle balene e delfini“.

La scansione del cervello ha mostrato che l’emisfero sinistro resta più vigile rispetto al destro durante il primo sonno in un luogo sconosciuto

I ricercatori, autori della scoperta hanno utilizzato tecniche di neuroimaging avanzate, per eseguire la scansione del cervello di persone che dormono i un luogo nuovo per loro, al fine di cercare di scoprire cosa c’è dietro il cosiddetto effetto prima-notte. E hanno scoperto che durante la prima notte di sonno i due emisferi del cervello hanno mostrato diversi modelli di attività. Un emisfero dormiva più leggermente rispetto all’altro e, per qualche motivo ancora sconosciuto, si trattava sempre dell’emisfero sinistro.

Effetto prima-notte, ecco come eliminarlo, anche se non si tratta affatto di una patologia

Quando ci si trova in un nuovo ambiente, l’emisfero sinistro del cervello rimane più sveglio, in modo da poter meglio rispondere ai suoni insoliti, agli odori o ad altri segni di pericolo, di un nuovo ambiente a cui non siamo abituati.
Il grado di asimmetria visto in quegli schemi cerebrali è legato alla difficoltà di addormentarsi, una delle misure più vistose dell’effetto prima-notte.
Quelle asimmetrie, osservate durante la prima notte di sonno, non sono più così evidenti nelle sessioni di sonno successive, segno il nostro cervello, una volta abituatosi ad un nuova ambiente, tende ad abbassare il livello di guardia. Confermando le supposizioni iniziali dei ricercatori.
Le persone possono essere in grado di ridurre l’effetto prima-notte, portando il proprio cuscino con sé quando dormono in albergo o sono ospiti di qualcuno. In ogni caso non si tratta di una malattia, e non c’è di che preoccuparsi.

Professore ucciso a colpi di ascia, accade in Bangladesh

Un professore universitario di origine inglese è stato ucciso a colpi d’ascia e quasi decapitato nei pressi della sua abitazione a Rajshahi, in Bangladesh. Secondo gli ufficiali di polizia potrebbe trattarsi dell’ultimo di una serie di omicidi mirati da parte di militanti islamici.

Il professore si chiamava Rezaul Karim Siddiquee, aveva 58 anni, ed è stato attaccato da ignoti, come ha dichiarato Mohammad Shamsuddin, commissario della polizia metropolitana nella città di Rajshahi. “Il nostro sospetto preliminare è che l’omicidio sai stato commesso da un gruppo di militanti islamici,” sulla base delle coincidenze con altre aggressioni subite da alcuni bloggers laici in Bangladesh. L’ultimo di questi efferati omicidi risale a circa due settimane fa, quando un blogger ateo è stato ucciso da uomini con machete ad un incrocio affollato a Dhaka, la capitale del Bangladesh.
Uccisioni mirate di attivisti laici sono diventate piuttosto comuni in Bangladesh negli ultimi due anni, e gli intellettuali hanno sempre più paura a pubblicare critiche contro l’Islam fondamentalista.

La polizia ha detto che il professore inglese Rezaul Karim Siddique, è stato aggredito alle spalle con un machete mentre camminava alla stazione degli autobus.
Il collo è stato colpito almeno tre volte ed è stato staccato per il 70-80 per cento. Esaminando la natura dell’attacco, abbiamo il sospetto che sia stato effettuato da gruppi di estremisti“.
Il professore Siddique – se l’ipotesi dell’attacco islamista risulta confermata – era colpevole di aver partecipato ai programmi culturali che si tenevano nella città di Rajshahi. l’islam fondamentalista non tollera nessuna forma di espressione, di pensiero o artistica, che vada contro i dettami del Corano, rigidamente interpretati.

Barriera corallina nel Rio delle Amazzoni

Un gruppo di oceanografi ha trovato una barriera corallina di quasi 5800 km quadrati alla foce del Rio delle Amazzoni, che si estende dal Maranhão in Brasile fino alla Guyana Francese. La barriera corallina è stata trovata sotto le acque superficiali fangose ​​al largo della foce del Rio delle Amazzoni, e la scoperta è stata una grande sorpresa per tutto il mondo scientifico.
La notizia risulta del tutto insolita, poiché fino ad oggi non si riteneva possibile che un bacino fluviale potesse ospitare una barriera corallina. Per di più si era da sempre ritenuto che la maggior parte dei coralli richiedessero l’acqua salata pulita e la presenza constante della luce del sole per poter crescere, mentre questa barriera nel Rio delle Amazzoni si è sviluppata in una delle acque più fangose e scure di tutto il mondo. Qui parecchie centinaia tonnellate di sedimenti, portate dal Rio delle Amazzoni nel suo corso di centinaia di chilometri, si riversano ogni giorno dal fiume al mare.

Certo, come hanno dichiarato gli scienziati autori della scoperta, questo sistema è molto più povero rispetto a quelli riscontrati nelle acque tropica, ricchi di sole e di acque chiare. Nonostante ciò questa barriera corallina fa ad casa per almeno 73 specie di pesci diverse, più di 60 specie di spugne acquatiche, stelle marine e crostacei.

Come gli oceanografi arrivarono alla scoperta della barriera corallina

La sorprendente scoperta ebbe inizio intorno al 2012, quando un gruppo di oceanografi dell’Università della Georgia, USA, partì con alcuni scienziati brasiliani a bordo della nave di ricerca Atlantis, per studiare la foce del fiume. Fu uno dei ricercatori brasiliani, Rodrigo Moura dell’Università Federale di Rio de Janeiro, il quale prese spunto dal fatto che una carta indicava che pesci della barriera corallina erano stati catturati nei pressi della piattaforma continentale.
Lo guardai come se fosse pazzo, pensando, ‘Sai come fangoso è lì – come potrebbe esserci una barriera?” ha raccontato Patricia Yager, una delle ricercatrici a bordo dell’Atlantis, ricordando gli eventi che hanno portato alla sensazionale scoperta. E nonostante fosse un esperta di barriere coralline, diede retta al Rodrigo Moure, gettandosi a capofitto nell’avventura.
Ora, dopo quattro anni di ricerche, raccolgono i frutti meritati di una scoperta pionieristica.

Mouse e tastiere wireless non Bluetooth a rischio hacker

I ricercatori hanno scoperto una vulnerabilità ad ampio raggio nel modo dispositivi non Bluetooth, come mouse wireless e tastiere wireless, che potrebbe consentire ad un hacker di prendere il controllo di un computer vicino, tramite segnali a radiofrequenza.
Gli hacker conoscono bene questo difetto, soprannominato MouseJack, e cercano di sfruttarlo a proprio vantaggio: gli serve solo una chiavetta economica e poche righe di codice, per potersi trovare all’interno di tutti i computer entro un raggio di 100 metri, con mouse e tastiere wireless. La vulnerabilità può essere sfruttata ingannando la chiavetta del computer, che continua a funzionare come se stesse ricevendo i segnali dal dispositivo wireless corrispondente, quando in realtà è la chiavetta dell’hacker.

E ‘una nuova classe di attacchi che colpisce miliardi di dispositivi“, ha dichiarato Chris Rouland, fondatore di Bastille, che ha scoperto la falla utilizzando un software-defined radio, una tecnologia che fiuta le vulnerabilità nelle onde radio RF, una zona esposta ad attacchi che “in gran parte non è stata inesplorata“. Questa grave vulnerabilità coinvolge tutti i più noti dispositivi sul mercato: Microsoft, AmazonBasics, HP, Dell, Lenovo, Gigabyte e Logitech.

Un attacco di questa natura può accadere in modo così veloce, che quando la vittima si è accorta che qualcuno ha avuto accesso al suo computer, è probabilmente già troppo tardi, come spiegano ancora alla Bastille. Le implicazioni sono gravi, dal momento gli hacker potrebbero sfruttare questa falla sistematica per rubare dati sensibili, o infettare un computer con un malware che può rapidamente diffondersi attraverso un’impresa collegata tramite intranet. Le potenziali applicazioni vanno dalla criminalità informatica finanziaria per lo spionaggio aziendale al cyber-spionaggio che coinvolge spesso anche i governi.

Carmen Electra ricorda come Prince la rese famosa

Carmen Electra, ex moglie di Prince, parla ai microfoni della sua reazione nell’aver appreso la notizia della celebre icona della musica mondiale. Prince si è spento a 57, proprio ieri, nella sua tenuta di Paisley Park a Chanhassen, nel Minnesota.

Qualche giorno fa è circolata la notizia che Prince avesse avuto un malore a seguito di un concerto mentre viaggiava in aereo, costringendo il pilota ad effettuare un atterraggio di emergenze. In seguito il suo procuratore aveva liquidato la stampa, dicendo che Prince era stato ricoverato e dimesso nel giro di poche ore a seguito di una disidratazione per un’influenza. Ma la realtà non era affatto questa, sembra via siano loschi e tristi retroscena sull’abuso di droghe, che ne avrebbero causato il decesso.
carmen electra prince
Carmen Electra, ha raccontato in una intervista: “Ero così scioccata e mi si è spezzato il cuore nell’apprendere della perdita di mio mentore, Prince. Il mondo ha perso uno spirito veramente incredibile e un genio musicale. Che benedizione è stata quella di essere uno degli eletti che hanno avuto l’opportunità di lavorare a stretto contatto con lui. Mi ha dato il mio nome, ha creduto in me, e ha ispirato un’intera generazione. Lo amerò sempre. ‘Sometimes it Snows in April ‘[A volte nevica ad aprile’].'” Ha chiuso Carmen Electra, citando una canzone di Prince del 1986, alludendo al fatto che la star si è spenta proprio nel mese di Aprile.

Carmen Electra deve praticamente la sua intera carriera da star proprio a Prince, come lei stessa ha ammesso nella sua dichiarazione da Toofab. E’ stato Prince a trasformarla da Tara Leigh Patrick – quale il suo nome originario – al personaggio noto di Carmen Electra.
Ho ricevuto una telefonata da Prince che diceva penso che si dovrebbe essere artisti autonomi e senza star dietro a qualcun altro“, con riferimento al fatto che Carmen Electra aveva fatto il suo primo provino come membro di una band tutta al femminile.
“‘Ho intenzione di scrivere una canzone e se ti piace, puoi registrarla’. Il nome della canzone era ‘Carmen on Top.’ Il mio nome è Tara, così mi ero confusa. Ho amato la canzone. Mi è piaciuta, ma lui mi ha detto, ‘Non sei una Tara. Tu non sei Tara. Sei Carmen“.

Acqua gratis, anche per chi non paga la bolletta

Acqua gratis per tutti i cittadini, anche per coloro che non hanno pagato la bolletta. E’ la nuova disposizione del disegno di legge sulla “tutela, il governo e la gestione pubblica delle acque”, ancora non completamente approvato, che prevede un minimo vitale, fissato a 50 litri al giorno, per ogni cittadino italiano.
Nel 2011 27 milioni di italiani si sono espressi per il sì al referendum, stabilendo che l’acqua degli italiani deve restare pubblica.

Il nuovo disegno di legge sembra agevolare tutti, anche coloro che risultano morosi – che non pagano la bolletta – i quali presentando un Isee da cui si evince una morosità incolpevole, potranno usufruire del servizio, avendo garantiti fino a 50 litri di acqua al giorno.
E chi pagherà questo regalo ai morosi incolpevoli e in generale a tutte le decine di milioni di italiani?
Non è lo Stato ad essersi fatto carico dei costi (e come potrebbe?!), il quale ha deciso di scaricare la tegola sugli stessi italiani che non morosi. Facendo gonfiare le bollette di coloro che pagano e dichiarano i redditi più alti, la manovra si propone un duplice scopo: garantire progressività e incentivazione al risparmio delle risorse idriche.

Ma in cambio è stata promessa una maggiore trasparenza sulla bolletta dell’acqua. Oltre alla possibilità di poter controllare in dettaglio i consumi, i cittadini (paganti) saranno informati sull’entità degli investimenti effettuati dai gestori e sui costi sostenuti, come quelli di depurazione, per esempio.

Ai comuni spetterà infine l’ultima parola: se gestire il servizio idrico in proprio o attraverso società locale, o scelta tramite una gara d’appalto. o se invece andare a gara. Dunque si ritorna alla possibilità di far gestire l’acqua pubblica ai privati, calpestando ancora una volta il referendum sull’acqua pubblica. Le opposizioni sono scese sul piede di guerra; Federica Daga del M5S, che aveva proposto la”Legge popolare per la ripubblicizzazione dell’acqua“, non nera presente in aula, per una precedente espulsione da parte della Bolrdini. E’ prima volta nella storia della Repubblica, che si discute e si vota una legge senza il suo relatore di minoranza.

Baywatch the movie, sarà Charlotte Mckinney la nuova Pamela Anderson

Il cast di Baywatch il film prende forma: ai nomi già resi noti dalla Paramount si aggiunge oggi quello della top model Charlotte McKinney, alla sua prima grande interpretazione in un film che ci si aspetta possa avere un enorme successo ai botteghini.

La modella ha infatti condiviso una foto sul suo profilo instagram pubblicata originariamente da Dwayne Johnson, ai più conosciuto come “The Rock”, uno dei produttori di Baywatch ed anche produttore del film.
Per le sue fattezze estetiche, Charlotte McKinney ricorda molto bene Pamela Anderson, l’attrice portata al successo dalla serie Baywatch nella quale interpretava la guardaspiaggia C.J. Parker. Pamela, anche dopo la fine della serie, ha mantenuto il suo status di “diva”, continuando ad essere ampiamente apprezzata dal grande pubblico.
Lo stesso non si può dire di altri interpreti di Baywatch: David Hasselhoff pur prendendo parte ad altre produzione e show televisivi americani, è salita principalmente alla ribalta per le sue disavventure alcoliche e non per il suo lavoro in tv.
Jasmine Bleeth, la bellissima Caroline Holden, sorella di Stephanie, nelle foto più recenti rubate dai paparazzi in strada sembra aver perso la sua forma smagliante che nel periodo di Baywatch veniva messa in risalto dal costume rosso di bagnina: Jasmine ora ha qualche chilo di troppo e sul suo viso ci sono i segni dei circa 20 anni trascorsi dalla serie.

Il film di Baywatch avrà quindi nuovi interpreti: oltre ai già menzionati Charlotte McKinney e The Rock, segnaliamo Alexandra Daddario e Kelly Rohrbach. Alla regia figura il regista Seth Gordon.

Ma quando uscirà ufficialmente Baywatch il film

La data ufficiale non è ancora certa al 100% ma sembra che il film potrà essere nelle sale fra circa un anno, nel maggio 2017.
Nel frattempo, per soddisfare almeno parzialmente la curiosità dei fan che sperano di recuperare le atmosfere anni 90 della serie, una clip è stata proiettata al ComiCon.

Rose Byrne sul redcapert, tre mesi dopo il parto

Rose Byrne appare in condizioni fisiche davvero raggianti sul redcapert appena tre mesi dopo la nascita del suo primo figlio. Rose Byrne si è presentata sul tappeto rosso della premiere del suo ultimo sforzo cinematografico: ‘The Meddler‘, una tragicommedia su una madre – guarda un po’ – non più giovanissima (interpretata da Susan Sarandon) che si è trasferita a Los Angeles per stare più vicina alla figlia, e la nascita di una relazione con un ufficiale di polizia.

L’attrice 36 enne, originaria di Sidney ha dichiarato di aver dato alla luce suo figlio Rocco con il partner Bobby Cannavale, all’inizio di quest’anno.
Mi sento solo privata ​​del sonno, e ancora nel tunnel,” spiega la bella attrice 36 enne raccontando i suoi primi mesi di maternità. “E ‘stata una sfida, i primi tre mesi sono intensi. Il mio cervello è davvero fritto.”

Era stato il padre del figlio, Bobby Cannavale, ad aver dato la notizia dell’imminente nascita al ‘The Late Show‘, programma diretto da Stephen Colbert, all’inizio di questo mese, confermando che Rose Byrne aveva partorito il primo febbraio.
Il padre alla trasmissione non ha rivelato molti dettagli, ma ha comunque voluto rivelare il nome del bambino: Rocco.
Ho avuto un bambino lunedìì, sì. Sai, io non ho fatto niente. Noi (gli uomini) non facciamo nulla e siamo così stanco. Credo di aver preso 12 chili da lunedì“. Ha scherzato Bobby Cannavale sullo stress di gestire i primi giorni di vita di un bambino. “Voglio dire, non ti sto prendendo in giro. Questa giacca si adatta così bene, come lo scorso Giovedi. Ma ho mangiato così tanto“.

Studente di Potenza si toglie la vita all’Università di Roma Tre

Orrore all’Università di Roma Tre, dove uno studente di 26 anni questa mattina si è tolto la vita sparandosi un colpo dritto alla testa, che non gli ha dato scampo. Il gesto estremo, che ha lasciato l’intero Ateneo nell’incubo, si è verificato in via della Vasca Navale, davanti la facoltà di ingegneria, in cui il 26 enne suicida era iscritto. Davanti a lui c’era molta gente, studenti in massima parte, che entravano e uscivano dalla facoltà. Uno di questi ha avuto un malore a causa della vista della vittima, che conosceva, distesa a terra in mezzo ad una pozza di sangue.
I soccorsi sono stati chiamati subito dai passanti shoccati, ma a nulla sono valsi: il colpo alla testa ha ucciso il giovane sul posto.

Adesso la polizia ha aperto un’indagine, per scoprire l’origine della pistola, ma pare che fosse legalmente detenuta dal suicida, sebbene non si conosce da quanto tempo ne fosse in possesso. Gli investigatori hanno già preventivamente i parenti prossimi e gli amici, colleghi universitari, presenti a Roma Tre. Dallem prime testimonianze è emerso che il 26 enne, che seguiva i corsi di ingegneria, non avesse un buon rendimento universitario e fosse un po’ indietro sul piano di studi. Questa a primo avviso sembra l’ipotesi che lo abbia spinto a compiere l’estremo gesto.
Lo studente suicida, di cui non è stata diffusa l’identità, era originario di Potenza, ma viveva ormai da anni a Roma in qualità di studente fuorisede. Il gesto è stato organizzato appositamente per essere compiuto davanti la sede della sua facoltà, il giovane secondo i primi racconti degli amici, pare soffrisse di depressione, proprio legata alla sua carriera universitaria.

La notizia del suicidio ha fatto intervenire anche Stefania Giannini, ministra dell’Istruzione, che ha commentato: “Siamo addolorati per quanto accaduto a Roma Tre. Esprimo vicinanza ai familiari del ragazzo e all’ateneo“. Anche il rettore dell’Ateneo romano Mario Panizza ha reagito alla triste notizia, accorrendo sul posto dove il giovane ancora giaceva. In seguito ha disposto la cessazione di tutte le attività per il giorno in segno di lutto e ha diramato un comunicato: “Le attività accademiche sono state sospese per tutta la giornata in segno di cordoglio. In un ateneo come il nostro, che vive come un campus, il dolore è tangibile. Siamo tutti attoniti” si legge sul comunicato e ancora in aggiunta: “La comunità accademica, costernata, si stringe attorno alla famiglia, agli amici e ai colleghi dello studente d’Ingegneria che stamattina si è tolto la vita“.
Le indagini intanto proseguono.

Estelle Balet travolta da una valanga a Orsieres, stava girando un film

Estelle Balet, campionessa 21 enne mondiale di snowboard estremo, ha pagato con la vita la sua passione. Ad ucciderla però non è stato un incidente durante una gara ufficiale, ma una beffarda valanga che l’ha colta mentre stava girando le scene di un film nel suo paese natale, la Svizzera.
E’ stata la polizia del cantone di Valais a dare ufficialmente l’informazione, dichiarando che Estelle Balet è stata colpita da una valanga al mattino presto a Le Portalet, una montagna nel massiccio del Monte Bianco al di sopra di Orsières, vicino al confine meridionale tra la Svizzera, la Francia e l’Italia.

La polizia ha fatto sapere inoltre, tramite un comunicato, che i soccorritori sono riusciti a rintracciare e recuperare Estelle Balet, che aveva preventivamente indossato delle attrezzature speciali di sicurezza. Ma a nulla sono valsi i primi soccorsi, la giovanissima campionessa si è spenta sul posto.
Era la seconda snowboarder a passare attraverso un burrone in rapida successione intorno alle 08:00; il passaggio dei due atleti ha innescato una valanga che si è trascinata per più di 3.000 piedi e “ha spazzato via l’atleta“, ha aggiunto il comunicato.
Estelle Balet, aveva con sé anche un dispositivo che viene utilizzato in questi casi per individuare le persone rimaste sepolte sotto coltri di neve, così come un casco e un airbag progettati per aumentare le probabilità di sopravvivenza contro un’eventuale valanga.
Nonostante gli sforzi immediati per rianimarla, è morta sul posto“, si legge ancora sul comunicato, che aggiunge: “un’indagine è stata avviata per determinare le cause dell’incidente.”
Due giorni prima, Estelle Balet aveva pubblicato sul suo profilo Instagram una bellisima foto, che riguardava le riprese che avrebbe dovuto fare scrivendo: “Davvero impressionante riuscire ad avere questa vista con lo snowboard.. Non vedo l’ora di più riprese la prossima settimana!”. Così condivideva la passione per uno sport tanto spettacolare quanto rischioso.

Estelle Balet si era recentemente aggiudicata il titolo di campionessa di snowboard estremo, vincendo il ‘Freeride World Tour‘ per il secondo anno consecutivo, cui aveva partecipato come membro del team professionistico della Swatch.
Estelle Balet era una stella splendente naturalmente dotata e ha dimostrato notevole talento“, hanno dichiarato gli organizzatori del Freeride sul sito web, in un ultimo omaggio alla promettente campionessa. “La comunità Freeride ha vissuto una tremenda perdita oggi. I nostri pensieri vanno alla famiglia e gli amici di Estelle Balet come vanno pure le nostre più sentite condoglianze in questo momento molto difficile.”