Trading online truffa: come difendersi

di | 7 Giugno 2017

Di truffe di trading online, in questi giorni, ne stiamo vedendo davvero tante. Purtroppo ci sono così tante truffe in giro con il trading online, che la gente sta purtroppo iniziando a pensare che tutto il trading sia una specie di truffa legalizzata.

Una delle ricerche più comuni, in questi giorni, è proprio Trading Online Truffa: truffe come Dubai Lifestyle App hanno lasciato il segno pesante in moltissimi italiani, che si sono visti sottratti veramente un sacco di soldi.

Ma allora è veramente tutta una truffa? Dove sta la verità? In effetti non possiamo dire che il trading online sia una truffa legalizzata, per la semplice ragione che non lo è. Ci sono molte persone che guadagnano facendo trading online ma, cosa ancora più importante, non è detto che perdere soldi con il trading sia sinonimo di truffa. Qui bisogna stare veramente molto attenti e cercare di capire.

Il trading è un’attività a carattere fortemente speculativo: si scommette sull’andamento dei mercati finanziari, se la predizione è corretta si guadagna, se non lo è si perde. Quindi è possibile perdere soldi con il trading in maniera legittima.

Certo, se uno si iscrive su una piattaforma che non è autorizzata o regolamentata, allora è sicuro che perde tutto, in una maniera o nell’altra. Questo è il punto davvero importante per chi decide di fare trading online: selezionare in maniera accurata una piattaforma di trading che possa offrire sufficienti livelli di affidabilità e onestà.

Solo gli enti di regolamentazione (la CONSOB in Italia) possono certificare questo livello di onestà e di rispetto delle norme che serve appunto a difendere i trader.

Ma c’è un punto ancora più importante: fare trading online non è assolutamente obbligatorio, anzi. Visto che abbiamo detto che il trading potrebbe comportare dei rischi (anche elevati) di perdita del capitale è sempre più che opportuno non investire mai un capitale che non ci si può permettere di perdere. Ancora meno, conviene indebitarsi per fare trading. Molte piattaforme di trading che fanno riferimento a banche italiane, ad esempio, convincono i clienti ad andare in marginazione cioè richiedere prestiti per investire sui mercati finanziari. Fino a quando le cose vanno bene, sono pacche sulla spalla, ma nel momento in cui si sbaglia un’operazione la banca si presenta all’incasso (cioè passa subito a prendersi la casa).

Le piattaforme serie, invece, non vanno in marginazione ma mettono a disposizione la leva finanziaria: in questo modo è vero che si può perdere tutto il capitale investito (ma stiamo parlando di cifre minime di 100 euro) ma tutto il resto dei beni del trader sono al sicuro. Una differenza fondamentale, quindi, con i broker gestiti da banche italiane come Fineco. Non è un caso che molti definiscono come truffe anche questo tipo di piattaforme, sia per la presenza di commissioni sull’eseguito sia per la marginazione che usata in maniera scorretta può avere conseguenze distruttive per il trader (e molto profittevoli per la banca).