Morte di Andy Grove: anche Tim Cook ricorda il signor Intel

By | 23 Marzo 2016

Andy Grove, classe 1936, di origini ungheresi, fu l’uomo che – insieme a Robert Noyce e Gordon Moore – fondò Intel e creò il settore dei microprocessori. Si è spento Lunedi alle 79. L’imprenditore lottava da tempo contro il cancro e soffriva di morbo di Parkinson

Il nome di Andrew “Andy” Grove è sempre stato associato alla Silicon Valley degli anni 1980 e ’90. Nel 1997, è stato nominato della rivista Time uomo dell’anno per il ruolo avuto nel condurre quella che è stata definita “rivoluzione digitale”.

L’anno scorso, Ben Horowitz definì Andy Grove “l’uomo che ha costruito la Silicon Valley” , descrivendolo come “il più grande CEO che sia mai vissuto.”

Al di fuori della Silicon Valley, la massa conosceva Grove anche per i suoi aforismi, tra cui “Il successo genera autocompiacimento. Ma il compiacimento genera fallimento”. Anche il titolo del suo vendutissimo libro è evocativo: “Solo i paranoici sopravvivono” (1996), divenuto un caposaldo per chi si avvicina al mondo dell’imprenditoria.
Andy Grove ha inoltre raccontato la sua infanzia durante i regimi nazista e comunista e le sue doti come narratore, aldilà del talento conclamato come innovatore del settore digitale, sono state ampiamente riconosciute.

Ad annunciare la morte di Andy Grove è stata proprio la Indel lunedì scorso.

“Andy ha realizzato l’impossibile ed è stato fonte di ispirazione per le generazioni di imprenditori e dirigenti d’azienda venute dopo.”
Ha dichiarato Brian Krzanich CEO di Intel

Le personalità più importanti del settore, tra cui il CEO di Apple Tim Cook, Marc Andreessen John Doerr hanno affidato ai social i loro commenti sulla morte di Andy Grove.
“Andy Grove è stato uno dei giganti della tecnologia. Amava il nostro paese e incarnava l’America al meglio. Riposi in pace.”
Ha commentato il leader di Apple

Sul finire degli anni 90 perfino Steve Jobs chiese consulto a Grove per capire meglio cosa fare del suo futuro.
Federico Faggin, l’inventore italiano da molti considerato il padre del microprocessore, non ebbe mai però parole positive nei suoi confronti. Sembra infatti che Grove a suo tempo non credette nell’invenzione dell’italiano o, come molti pensano, ne avesse riconosciuto il potenziale ma temeva di vedere oscurata la propria fama.

Ciò non toglie che il contributo dato da Grove all’industria tecnologica è immenso e che con la sua morte se ne va uno dei maggiori pionieri del settore.
Nel 2000, quando gli venne diagnosticato il morbo di Parkinson, Grove si mise in luce per alcuni gesti di filantropia, come il finanziamento per la ricerca sulla cura al morbo di Parkinson.
Nel suo comunicato ufficiale, Intel scrive che “(Grove) ha svolto un ruolo cruciale nella crescita di Intel, spostando l’attenzione dai chip di memoria ai microprocessori.”