Torna l’ora legale: ad aprile si risparmia, ma occhio al rischio infarto

By | 25 Marzo 2016

Si torna a parlare di ora legale in prossimità dell’imminente cambio di lancetta; questa volta purtroppo dormiremo un’ora in meno, ma potremo consolarci in ottica risparmio energetico: si stima che saranno quasi 95 i milioni di euro risparmiati con questo cambio di lancetta.

A mettere su bianco la quantità di soldi risparmiati con l’ora legale è la società Terna, responsabile della gestione della rete elettrica italiana.
Il cambio d’ora primaverile infatti modifica le nostre abitudini, con un’ora di luce in più al pomeriggio e una in meno al mattino, sostanzialmente nella vita di tutti i giorni si sfrutta per un’ora in più la luce solare risparmiando su quella elettrica.

I tecnici della Terna riferiscono che dal 2004 al 2015 l’ora legale ha permesso di risparmiare un totale di un miliardo e 100 milioni di euro, corrispondenti a sette miliardi e 280 milioni di kilowattora, quanto si consuma in energia elettrica annualmente nelle Marche.
Quest’anno il cambio di lancetta avverrà nella notte fra sabato e domenica del mese di marzo, quando si passerà dalle 2:00 alle 3:00.

Ogni anno è un piccolo trauma per chi nei giorni successivi deve andare a lavorare e si ritrova con il ritmo sfalsato, ma quest’anno c’è la piccola consolazione che l’ora legale capita di pasqua. Così il giorno dopo, lunedì, la maggior parte delle attività saranno chiuse per ferie consentendo agli impiegati di ripristinare il proprio orologio biologico.

I ricercatori dell’Università di Stoccolma, hanno messo in evidenza un dato allarmante e cioè che nella settimana che segue il cambio d’ora, gli attacchi di cuore aumentano del 4% ogni anno.
Al tempo stesso, la statistica ci dice che diminuiscono gli incidenti stradali: questo è merito dell’ora di luce in più che offre maggiore visibilità agli utenti della strada nel tardo pomeriggio.

Le stime indicano che aprile è il mese del risparmio energetico, in quanto l’arrivo dell’ora legale riduce sensibilmente l’utilizzo della luce elettrica. Nei mesi successivi a quelli primaverili, quando il caldo si fa torrido e aumenta l’utilizzo dei condizionatori per difendersi dall’afa, l’Italia torna ad essere sprecona nonostante le giornate siano “più lunghe”.