Investimenti redditizi: ecco la lista dei migliori [2018]

By | 22 giugno 2018

Quindi hai deciso di iniziare a investire? Complimenti! Che tu stia iniziando da solo, nel bel mezzo della tua carriera lavorativa, oppure vicino all’età della pensione, questo significa che hai iniziato a pensare al tuo futuro finanziario ed a come tu possa gestire con prudenza il tuo capitale, in modo che possa lavorare nel modo migliore per te.

Nessuno quando inizia è un esperto del trading online, e anche i migliori investitori del mondo una volta hanno iniziato da zero. Quindi vediamo subito di iniziare!

Iniziamo con due domande di base, molto semplici:

  • Dove dovresti iniziare?
  • Come iniziare?

Queste due domande potrebbero sembrare scoraggianti, soprattutto se hai incontrato la serie di termini di investimento intimidatori – come il rapporto prezzo / guadagno (rapporto p/e), la capitalizzazione di mercato e il rendimento del capitale netto.

Investimenti redditizi ecco la lista dei migliori [2018]

Investimenti redditizi ecco la lista dei migliori [2018]

Ma iniziare con gli investimenti non è così pericoloso come possa sembrare.

La prima fase di investimento serve per capire quali tipi di attività si desidera possedere.
Iniziamo con questa fondamentale verità: investire significa distribuire il denaro oggi con l’aspettativa di ottenere più denaro in futuro – il che, tenendo conto del tempo, adeguandosi al rischio e tenendo conto dell’inflazione, si traduce in un soddisfacente tasso di crescita annuale, in particolare rispetto agli standard che vengono considerati un investimento “buono”.

Questo è dunque il nocciolo della questione. Adesso disponi di denaro o beni, nella speranza che più denaro o beni possano arrivare tramite gli investimenti tra qualche mese o l’anno prossimo o il prossimo decennio.

Il più delle volte, questo è il modo migliore per raggiungere l’acquisizione di beni produttivi.

I beni produttivi sono investimenti che buttano via denaro in eccesso da un qualsiasi tipo di attività. Ad esempio, se acquisti un dipinto, non è un bene di tipo produttivo.

A cento anni da oggi, possiedi ancora solo il dipinto, che può o non può valere più o meno denaro. (Potresti, tuttavia, essere in grado di convertirlo in un’attività quasi produttiva aprendo un museo e facendo pagare il biglietto per vederlo.)

D’altra parte, se acquisti un condominio, non avrai solo l’edificio, ma tutto il denaro che produce da rendite da affitto e dai vari servizi. Anche se l’edificio fosse stato distrutto dopo un decennio, si può avere ancora il flusso di cassa di dieci anni di attività – che si potrebbe usare per sostenere il proprio stile di vita, dato in beneficenza, o reinvestito in altre opportunità.

Ogni tipo di risorsa produttiva ha i suoi pro e contro, peculiarità uniche, tradizioni legali, norme fiscali e altri dettagli rilevanti. In generale, gli investimenti in attività produttive possono essere suddivisi in una manciata di categorie principali. Passiamo attraverso i tre tipi più comuni di investimenti: azioni, obbligazioni e immobili.

Qui sotto abbiamo deciso di raggruppare i 5 più importanti investimenti in assoluto, che se negli anni precedenti vi siete persi, dovreste solo mordervi le mani.

Bitcoin

Non molti italiani sanno ancora che cosa sono i Bitcoin, la moneta digitale più popolare al mondo, seppure oggetto di attenzioni di una cerchia ristretta di sfegatati. Se aveste investito anche solamente pochi spiccioli 7 anni fa in questo nuovo strumento di pagamento, oggi vi portereste a casa cifre impressionanti. Nel 2010, un Bitcoin si acquistava ancora a 6 centesimi di dollaro, mentre oggi bisogna sborsarne ben 4.255. Supponete di avere puntato sulla “criptomoneta” appena 1.000 dollari; oggi ne avreste in tasca 71 milioni! (Leggi anche: Prezzi Bitcoin, ecco perché la Corea del Nord potrebbe farli esplodere ancora).

Lista dei migliori broker Bitcoin

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Azioni Apple

E se date un’occhiata ad il vostro portafoglio da cellulare, è probabile che siate tra i possessori di un prodotto Apple, la creatura di Steve Jobs e che ora è in mano all’amico gay Tim Cook, che alla metà degli anni Novanta versava in condizioni finanziarie assai penose, ma che in pochi anni è diventata un simbolo della Silicon Valley, di quella nuova economia rampante, caratterizzata da una grandissima progressione tecnologica, idee innovative e culto per l’immagine e lo stile. Ebbene, se nel 1997 aveste investito 10.000 dollari in azioni Apple, oggi ne avreste in portafoglio per un controvalore di 2 milioni dollari. In meno di 20 anni, infatti, il titolo è passato da 80 centesimi a 160 dollari.

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Oro

E che dire del bene-rifugio per antonomasia? L’oro sembra una delle poche sicurezze in tempi incerti, dove il Bitcoin cerca di performare ma spesso non riesce a superare la pressione di vendita grandissima. Ma quanti di noi hanno realmente acquistato l’Oro in lingotti e lo tengono come investimento a long-term? Non siamo in presenza di percentuali stratosferiche, ma se aveste comprato metallo per 1.000 dollari a inizio 2000′, già nel settembre del 2011 avreste potuto rivenderlo per oltre 6 volte tanto, essendo passate le sue quotazioni da 300 fino a un massimo di 1.900 dollari, per poi tornare agli attuali 1.290 dollari. Non male per quello che viene, in ogni caso, percepito come un investimento totalmente privo di rischi, che quasi mai crea ansie a chi lo acquista a fini di speculazione.

Per chi investe è prima di tutto necessario avere il massimo di sangue freddo, pre-requisiti imprescindibili per cercare di far ottimi guadagni a due o più cifre.

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Titoli di Stato

Lo dimostrano gli ultimi due casi che vi spiegheremo adesso. Il primo riguarda i titoli azionari delle banche americane, colpite nel 2007 dalla più grave crisi dai tempi della Grande Recessione del 1928, a seguito del crac di Lehman Brothers.

Il punto più basso per questa categoria di azioni è stato toccato nel marzo del 2009, così come per il resto di Wall Street. Chi allora ebbe il coraggio di comprarsi titoli considerati reietti (era fresca la paura per il fallimento di una delle principali banche USA) oggi avrebbe guadagnato il 430%, ovvero la media del 25% all’anno.

Possiamo dire infatti lo stesso per i titoli stato della Grecia, che è un’economia che non è ancora riuscita ad uscire dalla terribile recessione degli anni scorsi, nel corso dei quali ha perso un quarto della sua ricchezza. Nel 2011, un titolo di stato decennale rendeva il 27%.

Oggi, un titolo a 10 anni rende il 5% (forse anche meno), una percentuale che può essere considerata relativamente alta, ma se consideriamo bene i fatti, ciò non rispecchia nemmeno la realtà. Chi avesse a quel tempo acquistato un bond greco con durata residua di 15 anni, oggi lo avrebbe in portafoglio per potenziali altri 10 anni, ma nel frattempo avrebbe guadagnato “teoricamente” il 250%, al netto delle cedole incassate, pari a un rendimento medio annuo del 25%.

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Investimenti: altre alternative

Gli investimenti possono risultare in un modo incredibilmente intelligente per creare ricchezza sul lungo e medio termine.

La maggior parte delle persone sceglie tra quattro tipi principali di investimento, noti come “classi di attività” o “asset class”:

  • Azioni: acquisti una partecipazione in una società;
  • Contanti: i risparmi che hai inserito in un conto bancario o di società edile;
  • Proprietà: investi in un edificio fisico, commerciale o residenziale;
  • Titoli a interesse fisso (chiamati anche obbligazioni): prestate i vostri soldi a una società o un governo;

Esistono anche altri tipi di investimenti, tra cui:

  • Moneta straniera
  • Oggetti da collezione, come arte e antichità
  • Materie prime come olio, caffè, mais, gomma o oro
  • Contratti per differenza, dove si scommette su azioni che guadagnano o perdono valore

I vari beni posseduti da un investitore sono chiamati portafoglio.

Come regola generale, la distribuzione dei propri soldi tra i diversi tipi di classi di attività consente di ridurre il rischio del proprio portafoglio. Buon investimento!