Gli spazi verdi sono il segreto della longevità femminile: chi vive nel verde vive più a lungo

By | 16 Aprile 2016

Avere un bel giardino può salvare la vita, secondo l’ultimo ed importante studio sulla longevità che si aggiunge ai precedenti, volti a dimostrare che vivere in un ambiente naturale è un bene per la salute umana.

I ricercatori hanno scoperto che le donne che vivono in aree con una fitta vegetazione avevano un tasso di morte per malattie respiratorie più basso del 34%, e un tasso di mortalità del 13% più basso di morire a causa del cancro, rispetto alle persone che nella loro vita hanno avuto pochi spazi verdi intorno a loro.
Nel totale, i tassi di mortalità delle persone che vivono in spazi verdi sono del 12% inferiori di quelle che vivono in ambienti urbani.

Oltre ad essere uno dei segreti della longevità, Si pensa che il verde abbia anche un effetto positivo sulla salute mentale.

Gli studiosi della T.H. Chan School of Public Health di Harvard, suggeriscono che i risultati raggiunti con questi test dovrebbero incoraggiare gli urbanisti ad incorporare nuovi spazio all’interno delle città dove far crescere piante e alberi.

Lo studio ha raccolto le sue informazioni analizzando un campione di più di 100.000 donne negli Stati Uniti tra il 2000 e il 2008.
Il loro rischio di mortalità è stato poi confrontato con il livello di vegetazione intorno le loro case, misurato attraverso le immagini satellitari. Anche altri fattori come l’età, lo status socio-economico, il fumo, la razza e l’etnia sono stati presi in considerazione, secondo quanto dichiarano i ricercatori.

Peter James, ricercatore associato presso la Harvard Chan School, ha affermato: “Siamo stati sorpresi nell’ osservare una simile associazione tra una maggiore esposizione al verde e minori tassi di mortalità.
Siamo stati ancora più sorpresi di scoprire che la vegetazione ha benefici importanti anche sulle salute mentale.
Sapevamo già che far crescere la vegetazione può aiutare l’ambiente riducendo i carichi di carbonio, e mitigando gli effetti del cambiamento climatico.
I nostri nuovi risultati suggeriscono però un alto potenziale di co-benefici sulla salute, che dovrebbe spingere architetti, urbanisti e politici a donare aree più verdi nelle città.”

Lo studio, pubblicato online sulla rivista Environmental Health Perspectives , ha evidenziato che la maggior longevità delle donne che vivono circondata dal verde potrebbe essere il risultato di una serie di fattori, tra cui la qualità della salute mentale. Si stima che il 30 per cento dei benefici ricavati dalla vegetazione derivino infatti dai bassi livelli di depressione.

Altri fattori potrebbero includere un inferiore esposizione all’inquinamento – le piante possono assorbire le piccole particelle nocive dei gas di scarico per esempio – meno rumore, e maggiori possibilità di praticare attività fisica.

Nel 2013, gli scienziati della Exeter University utilizzando uno scanner MRI per monitorare il cervello delle persone hanno fatto luce sul cosiddetto ‘stress urbano’ .

Essi hanno scoperto che una zona del cervello associata con la tranquillità e il relax, si attivava quando ai volontari venivano mostrate immagini naturali e di spazi verdi. Al contrario, le immagini di ambienti urbani caotici hanno determinato un significativo ritardo nella reazione: prima è stata attivata una parte del cervello coinvolta nell’analisi visiva, come se il cervello stesse cercando di riconoscere quello che stavano vedendo.

A quel tempo, il professor Michael Depledge, suggerì un’ipotesi alquanto suggestiva secondo la quale le persone che vivono nelle aree urbane potrebbero soffrire allo stesso modo degli animali in cattività.